Il catalogo cartaceo in un mondo digitale
Cresciuto professionalmente con la progettazione e la realizzazione di cataloghi e strumenti editoriali per il settore Arredo e Design, ha vissuto in prima persona la radicale trasformazione degli strumenti di comunicazione.
Buongiorno Luigi. Entriamo subito nel vivo del problema: serve ancora il catalogo cartaceo?
Partirei da due evidenze.
La prima: nell’epoca in cui viviamo, tutto è praticamente accessibile da uno schermo.
La seconda: nonostante questo scenario, molti brand continuano a investire nel catalogo cartaceo e in altri materiali editoriali da distribuire a mano ai propri clienti o prospect.
Sospetto che per rispondere alla domanda occorra prima risolvere questa apparente contraddizione.
Ci aiuti a risolverla? Che idea ti sei fatto in merito?
Sono nato e cresciuto con l’off-line.
Romanticamente, ritengo che la carta stampata offra ancora un impatto sensoriale unico, non replicabile attraverso gli strumenti di comunicazione digitale.
Ricevere un bel catalogo confezionato dà autorevolezza e credibilità al brand, specie nel settore arredo e design. C’è nel catalogo quella forza comunicativa in grado di sortire il famoso “effetto WOW”.
Perché? Cos’ha di così speciale il catalogo stampato?
Il catalogo offre un’esperienza tangibile e coinvolge almeno due sensi: la vista e il tatto. E se raddoppiano le sensazioni, crescono anche la rilevanza e la memorabilità del contenuto.
Il percorso di esplorazione di un catalogo è lineare e tradizionale, offre meno distrazioni rispetto a uno scroll distratto sullo smartphone.
Certo, in confronto alla struttura dell’ipertesto offre al lettore meno libertà di spaziare. Ma ogni tanto è piacevole farsi guidare da chi ha progettato il materiale per noi. Ecco, forse anche in questo “per noi” si annida un altro punto a favore del catalogo.
Ovvero?
Solitamente il materiale di marketing cartaceo è destinato a un numero limitato di persone: questo implica una scelta consapevole da parte dell’azienda, che ragiona strategicamente per definire un pubblico ben mirato a cui inviare un preciso messaggio.
Si tratta di strumenti esclusivi, quasi per “pochi eletti”, per i quali l’azienda è disposta a investire tempo e risorse.
Quando un catalogo cartaceo è realizzato con cura della confezione e attenzione al particolare, e magari è consegnato nel contesto giusto, può far sentire davvero speciale il pubblico che lo riceve.
Senza considerare che una pubblicazione particolarmente apprezzata trova spazio negli uffici o nelle case delle persone, fungendo da costante promemoria del brand.
Un bel catalogo confezionato dà autorevolezza e credibilità al brand
Su cosa si concentra oggi lo sguardo di chi sfoglia un catalogo
Sicuramente nel settore dell’arredamento è ancora richiesto un perfetto equilibrio tra elementi visivi e informativi.
Ovviamente la qualità delle immagini è fondamentale: devono ancora catturare l’attenzione, risultando moderne, nitide, ben illuminate, credibili.
Ma il graphic design del catalogo coinvolge anche il lettering, gli spazi bianchi, l’organizzazione e la qualità delle informazioni, il confezionamento. Se non c’è equilibrio, se la lettura è caotica e provoca stress, il catalogo viene giustamente chiuso, abbandonato e dimenticato.
Tutto concorre a costruire una rappresentazione armoniosa del prodotto, e indirettamente dell’identità e del posizionamento di marca.
Chiudiamo parlando di voi: come avviene la progettazione del catalogo in FrassinettiCento?
F100 integra uno studio fotografico e un’agenzia di comunicazione, è un progetto davvero interessante.
Gianni Roman (co-founder di Studio Indoor, ndr) e io abbiamo una lunga esperienza nel mondo dell’arredamento e design, e per questo siamo spesso chiamati dai nostri clienti a prestare anche consulenze, magari per scegliere le finiture che più incontrano i gusti del pubblico, o per progettare composizioni che rendano i prodotti ancora più leggibili e desiderabili.
Questo approccio sinergico permette di creare cataloghi prodotti che vanno ben oltre alla semplice presentazione visiva.
Studiamo sempre quello che vogliamo comunicare, a chi, e in che modo. Styling, design luci, copy, graphic design, confezione: la direzione creativa guida ogni passo verso la realizzazione finale del catalogo.
Con un occhio sempre vigile su come i materiali che stiamo producendo potranno essere poi declinati anche sui canali digitali (sito web, social network, campagne adv…), per ottimizzare anche la spesa del cliente.
In F100 vi siete già misurati con il catalogo digitale. Cosa pensi di questo strumento?
Si tratta di una piattaforma dinamica che deve offrire esperienze immersive a chi la consulta. Per questo occorre ragionare bene sulla direzione verso cui espandere le funzionalità interattive.
Ad esempio, ci stiamo già spostando verso la realtà aumentata, dove le persone vedono e comprendono in profondità i prodotti in ambienti virtuali, prima dell’acquisto.
Oppure, è possibile personalizzare ulteriormente l’esperienza utente, con configuratori sempre più evoluti e coinvolgenti. Il catalogo digitale è una sfida in piena evoluzione, che F100 ha già raccolto e nella quale vediamo tante occasioni d’innovare la comunicazione tra brand e cliente.

